Luigi Scala
Nato a Pozzallo l'8 dicembre 1838, dopo aver passato la sua infanzia sui velieri paterni
viaggiando per il Mediterraneo, a soli 11 anni raggiunse con tutta la famiglia Malta,
dove il padre si era rifugiato per sfuggire all'arresto a causa della sua attività
antigovernativa e dei suoi rapporti con il Comitato Rivoluzionario di Modica.
A Malta ebbe un'educazione raffinata e studiò molto, ottenendo buoni risultati in tutte
le discipline, grazie all'esperienza acquisita durante i suoi viaggi che lo portavano
naturalmente a lunghe meditazioni ed a precise osservazioni. Ancora giovanissimo aderì
al movimento patriottico clandestino e fece da tramite fra gli esiliati a Malta
ed i patrioti modicani: riuscì a sbarcare a Siracusa travestito da frate, portando
a termine una pericolosa missione con le disposizioni dei capi in esilio, dirette
ai cospiratori isolani.
Nel 1860 rientrò definitivamente a Pozzallo assieme agli altri esuli che, in seguito
allo sbarco di Garibaldi, aprivano il cuore alla speranza nella riconquistata
libertà: una volta in patria, riprese gli studi, laureandosi brillantemente in medicina
e realizzando così il sogno della sua infanzia.
Nel 1867 ebbe modo di dimostrare le sue capacità professionali sottoponendo a taglio
cesareo una donna colpita da colera, salvandola in condizioni di estremo disagio assieme
al figlio e meritandosi una decorazione al valor civile.
Dotato di viva intelligenza, fin dal periodo dell'esilio, ancora giovanissimo sentì il bisogno
di dedicarsi alla letteratura scrivendo saggi, commedie ed opere riguardanti la navigazione,
frutto di considerazioni personali e di lunghi studi, rimasti tuttavia inediti, come:
- La Nautica, guida per i marinai;
- Il ventre, poema satirico;
- L'emancipazione della donna, commedia in versi martelliani;
- Frammento di libertà, lirica in versi pindarici.
Purtroppo, la maggior parte dei suoi manoscritti sono andati dispersi fra parenti ed amici:
sono rimasti soltanto pochi saggi pubblicati assieme all'amico Giuseppe Ferraro di Catania.
Dopo una gioventù dedicata alla patria, ai viaggi ed alla scienza, provò le gioie della
famiglia sposando Maria Giardina, dalla quale ebbe una figlia che volle chiamare Saffa,
reminiscenza forse degli studi classici compiuti nel passato. Ancora giovane e nel pieno
vigore della vita, morì a soli 45 anni, il 21 settembre 1883.