Chiesa Madonna del Rosario
La Chiesa Madre Madonna del Rosario fu dedicata inizialmente a San Pietro, in omaggio alla
chiesa omonima di Modica dalla quale dipendeva. Infatti secondo Ruggiero Sigona, che
scrive nel 1904, "nel 1878 per elemosine raccolte dai fedeli si cominciò l'edificazione
della chiesa (...) dedicata a San Pietro e non ancora terminata".
La facciata a due ordini e con tre portali, rivela a tutt'oggi la sua incompiutezza. La
costruzione, iniziata nel 1878, anno in cui il parroco Vincenzo Ferreri fece avviare
i lavori di scavo per le fondamenta, fu ultimata con progressivi interventi nella prima metà
del Novecento.
Il parroco Alessandro Giannone, infatti, dal 1891 al 1908, riuscì a far edificare il
primo ordine della facciata fino al cornicione; successivamente il parroco Luigi
Pellegrino, nel 1915, fece realizzare il coro della navata centrale; infine il parroco
Giorgio Petriliggieri, nel decennio 1927-1937, fece completare la costruzione
dell'abside, delle due cappelle delle navate laterali e del secondo ordine della facciata.
L'interno a tre navate a croce latina, presenta pilastri e lesene con ornati capitelli.
L'altare maggiore è dedicato alla Madonna del Rosario, patrona della città; la statua
in cartapesta eseguita da Giorgio Assenza di Modica è stata recentamente restaurata.
Gli stucchi della Cappella del Sacramento nella navata sinistra, databile 1927, sono
opera di Antonino Assenza, gli affreschi sulle pareti laterali, raffiguranti
Gesù nell'orto (a sinistra) e la plastica realizzazione dell'Ultima Cena
(a destra) sono eseguiti da Beppe Assenza.
Nella cappella centrale della navata destra si può ammirare, a coronamento dell'arco, un
gruppo scultoreo a stucco di ispirazione serpottiana riproducente un angelo con puttini,
anch'esso opera di Antonino Assenza.
Quasi a voler continuare la tradizione dei progressivi interventi, nell'ottobre del 1987
è stato realizzato il pavimento della chiesa per generosa offerta dei coniugi
Incatasciato Blandino. La pavimentazione, progettata dall'architetto ispicese
Salvatore Tringali, è in pietra calcarea di Frigintini con lineari inserimenti
in pietra serena.